la critica
di Ettore Gambaretto
Le originali "ceramiche astrologiche" con i segni magici dei pianeti; la serie "Albisola - La spiaggia della ceramica", che getta un ponte ideale tra passato e presente della più famosa cittadina artistica di Liguria; le distensive "fontane del benessere"; il sodalizio ceramica-poesia; le innumerevoli sculture di arte sacra: tutto questo e molto altro ancora rappresenta l'inconfondibile marchio distintivo di Ettore Gambaretto, ormai da anni una delle più note firme del panorama dell'arte ligure, e non solo ligure.
Tra la sua più recente produzione, Gambaretto torna sul tema de "La spiaggia della ceramica" presentandoci un piatto dal titolo "Albisola - L'infinito", in cui una bagnante a seno nudo si mette in posa in primo piano, mentre sullo sfondo veleggiano due barche e i colori del mare all'orizzonte si confondono con quelli del cielo.
Significativa la scultura in rilievo "Bacco-Dionisio a zonzo tra vigne e cantine", premiata dall'Associazione Culturale "C. Pavese" di S. Stefano Belbo (CN) nel 2005: un tema che si rifà alla mitologia classica, con il dio del vino (e della fecondità) in posizione sdraiata circondato dai piccoli satiri; i possibili rimandi letterari classici inseriscono a buon diritto quest'opera nel "sodalizio ceramica-poesia" che ha già dato buoni frutti con le "poesie sulle piastrelle", che l'Artista ha realizzato con i testi di noti poeti locali.
Interessante il piatto in ceramica policroma "Occhio di Horus", in cui è evocato il significato misterico-religioso del magico simbolo ritrovato in una piramide egizia: il dio Horus, in origine raffigurato come un falco, venne poi inserito nel mito solare di Osiride come figlio suo e di Iside, vendicatore dell'uccisione del padre ad opera di Seth.
Il bassorilievo in refrattario "Il mare" ha per sottotitolo "Mito - Viaggio - Ricordo": quell'àncora e quelle antiche anfore che giacciono sul fondo ci fanno respirare il fascino dei millenni perduti, di un tempo in cui antiche navi come quella di Ulisse solcavano il Mediterraneo da una parte all'altra sotto il sole accecante e tutto era possibile, anche udire il canto delle sirene...
Significativo, nell'àmbito della ricerca cristalloterapica, è
il grande piatto "Ceramica e minerali" (esposto con successo
l'estate scorsa al Palazzo "Beato Jacopo" di Varazze), smalti
policromi con l'inserzione dei seguenti minerali: ametista (felicità),
quarzo rosa (amore), cristallo di rocca (saggezza), fluorite (equilibrio),
sodalite (coraggio).
I minerali sono stati inseriti da Gambaretto anche nella "Fontanella
del benessere" (ennesima variazione sul tema), unitamente ad essenze
profumate, per esaltare ancor più la sensazione di pace e serenità
che queste originali creazioni sanno conferire a chi ne ascolta il sommesso
mormorio.
Infine, al filone esoterico appartiene l'altro grande piatto "L'albero astrologico", con i segni magici dei pianeti in forma più moderna e stilizzata.
Marco Pennone
Ettore Gambaretto nasce a Milano, in questa città si diploma presso L'Accademia di Belle Arti, dove è allievo di Lucio Fontana, Roberto Crippa, e Sassu.
Lavora e studia a Faenza, Capodimonte, Vicenza, Bassano, Usurate, vincendo diplomi e borse di studio. Espone in innumerevoli collettive e diverse mostre personali ottenendo il gradimento del pubblico e della critica. Si dedica alla pittura, alla scultura ed alla ceramica, usando materiali molto diversi fra loro come marmo, bronzo e metalli, ed impiegando colori acrilici e tecniche cromatiche miste.
Gambaretto ama riprodurre elementi reali nelle sue opere: figure e paesaggi, ma si applica anche alla realizzazione di opere astratte. Assolutamente originali nella concezione e nella realizzazione sono le ceramiche che rappresentano i segni magici dei pianeti ed i segni dello zodiaco e le fontane, simboli di purificazione, in cui si possono mettere cristalli, ametiste, quarzi rosa, ognuno dei quali possiede un potere energetico particolare; nell'acqua è inoltre possibile aggiungere essenze profumate: limone e rosmarino, fiori d'arancio, muschio ed ambra.
Gli angeli dei suoi presepi spesso paiono cantare in una ricerca di contatto verso l'esterno, nostalgica necessità di comunicare serenità al resto del mondo, che si manifesta anche nelle sculture di figure femminili. La ceramica grezza conferisce maggior consistenza materica alla scultura, mentre colori sgargianti allietano le sue fontane o le opere dedicate ai temi astrologai.
Elementi più realistici sono i paesaggi che compone con ricerca minuziosa, ma sempre ricca di elementi originali in qualche modo vagheggiati e rivisitati da una fantasia inesauribile nelle forme e nelle tematiche.
L'arte di Gambaretto è compendio del suo grande rispetto per l'essenza della vita e del suo profondo rimpianto per gli affetti familiari che si stempera nel ricordo e nell'amore per il padre, grande pittore e scultore.
Anna Maria Faldini