Giuseppe Gambaretto:
un classico del Novecento 

mio Padre

Critica estetica del prof. Fausto Benvenuto

Arrampicando gli specchi autoriflessivi del grande Maestro Giuseppe Gambaretto, è per me un onore illustrare la sua vastità artistica.

Il distacco dalla sua vita terrena mi permette di affiancarlo alla migliore pittura impressionista del Novecento.

Nella sua ricerca spirituale non troviamo le tinte fosche del secolo chiuso o la luminosità eccitata di un Caravaggio, ma sempre una pennellata morbida e suadente che ci salva dagli abissi inquieti dello smisurato Van Gogh.

Colori adagiati, armoniosi, cromaticamente equilibrati e sfumati, quasi mai fragorosi, mai bruciati.

Sublime capacità di introspezione psicologica nell'autorevolezza degli sguardi impressi, che rapiscono sempre lo spettatore uncinato, il tratto agile e deciso, l'accademia di un moderno Raffaello real impressionista, i volti scavati in capolavori chiari e rotondi, paesaggi struggenti lontani dalla macroscopica follia del mondo metropolitano.

Sculture che bramano lungimiranza.

Questo è per me Giuseppe Gambaretto.